Parco Nazionale de la Caldera de Taburiente
Escursioni La Palma
Parco Nazionale de la Caldera de Taburiente
Dichiarata Parco Nazionale nel 1954, la Riserva de la Caldera Taburiente si estende per circa 47 kmq.
Visitare il Parco per intero richiederebbe qualche giorno, ecco perché se si desidera passarci una sola giornata occorre scegliere accuratamente il percorso da seguire.
In effetti i sentieri messi a disposizione dei visitatori sono numerosi e più o meno lunghi.
Caldera de Taburiente
Nel cuore del Parco (che è consigliabile visitare a piedi, muniti di una buona cartina), si trova la Caldera de Taburiente, una sorta di profondo calderone dalle pareti rocciose così battezzato dal geologo Leopold Von Buch nel 1825. Pare si tratti di un antico vulcano di notevoli dimensioni franato su sé stesso molto tempo fa ed eroso anno dopo anno fino a diventare ciò che è oggi. Frane e sfaldamenti rocciosi continuano ad essere frequenti, il che lascia supporre che tra qualche migliaio di anni, della Caldera non rimarrà un granché.
Il Parco è però anche ricco di foreste di pini, sorgenti e ruscelli che hanno la particolarità di far sgorgare acqua dai riflessi color arancio e verde smeraldo. Caratteristici di quest’area sono anche imponenti ammassi di lava raffreddata dalle forme più disparate ed originali, tra i quali spicca il Roque Idafe. Quest’ultimo, dalla forma fallica, era originariamente considerato simbolo religioso dai Benahoares, antica popolazione indigena.
Ci sono poi il Pico Bejenado, dal quale si può godere di viste spettacolari, ed il Roque de los Muchachos, la vetta più alta di La Palma (2426 m) che anche grazie ai suoi Miradores è considerato uno dei migliori posti al mondo per osservare le stelle.

Storia Caldera de Taburiente
La Caldera iniziò a formarsi molto tempo prima che gli umani esistessero ma la storia da noi conosciuta inizia solo sei secoli fa, quando i castigliani arrivarono a La Palma. Il nome Caldera fu scelto in riferimento al termine aborigeno che significava “luogo forte ed invulnerabile”. Nel 1492, Alonso Fernández de Lugo, arrivò sulla spiaggia di Tazacorte e sottomise la maggior parte dell’isola senza aver molti problemi, ma subendo alcune perdite. Dopo Fernández de Lugo, a conquistare questo posto ci provò anche Mencey Tanausú che con uno stratagemma lo attaccò. In realtà Mencey Tanausú viveva già da un po’ tra i posti di queste montagne ed era a capo di un valoroso popolo di pastori. Ma Fernández de Lugo ebbe la meglio e in segno di apprezzamento del suo operato nella conquista dell’isola, i Re Cattolici spagnoli diedero lui il potere di distribuire le terre dell’attuale Parco Nazionale. Nel 1954, su richiesta di un gruppo di artisti e intellettuali di tutta l’isola, è stata decretata l’istituzione del Parco Nazionale e nel 1981, una legge ha stabilito un importante ampliamento della sua area, che comprende 4.690 ettari e una zona periferica di 5956 ettari.
Geologia Caldera de Taburiente
Nemmeno nel XXI secolo gli scienziati sono ancora d’accordo all’origine della Caldera. Dopo molte discussioni, solo una cosa è certa: tutto ciò che vediamo è il risultato della lotta a tra due elementi, acqua e fuoco.
Lave che sono state scoperte dall’azione erosiva dell’acqua nella gola de las Angustias. L’acqua ha formato una rete di canali mozzafiato, che attraversano il nord dell’isola come la Roque Idafe, oggi riserva naturale, che è uno dei più caratteristici punti di formazioni geologiche del Parco Nazionale. La Caldera, così come la vediamo oggi, è il risultato di un sapiente lavoro dell’acqua durato secoli. Tutto ciò aumenta a dismisura il fascino di questa località. La Cadelra è circondata da alcune delle cime più alte dell’isola, come il Roque de los Muchachos (2.426 metri), il Pico de la Cruz (2351 metri), il Pico de la Nieve (2232 metri) e il solitario solitario (1854 metri).
Si tratta di un richiamo alla relativa giovinezza di un’isola, che ha solo 3 milioni di anni di esistenza. Come abbiamo detto precedentemente, l’azione erosiva dell’acqua ha creato numerosi canali all’interno della Caldera e il più importanti di questi è il Barranco de las Angustias che arriva fin al Porto di Tazacorte allungandosi per 8 chilometri. È come se l’acqua avesse scavato a fondo nell’anima dell’isola, creando dei particolari unici al mondo. Lì dove un tempo c’era stata la lava a coprire tutto, l’acqua è passata a scavare. Altro elemento molto affascinante di questo parco sono le alte pareti verticali come Roque Huso, Roque Salvaje, Roque de la Brevera Macha o Roque de la Fondada, ma il più significativo è senza dubbio Roque Idafe che si può ammirare dalla strada che porta al Barranco de las Angustias.
Flora Caldera de Taburiente
Nella Caldera sono stati contati circa un centinaio di specie di piante, di cui tre non vivono in nessun’altra parte del mondo. Le foreste di pino delle Canarie (Pinus canariensis) occupano la maggior parte del Parco Nazionale e nessun altro albero può competere con questo, in grado di germogliare subito dopo un incendio. Un’altra importante specie vegetale è costituita flora di roccia, quella che occupa le pareti più inospitali di La Caldera.
Infine vi sono delle specie che si trovano unicamente in alta montagna e che sono tra i più preziosi tesori della flora di La Caldera. In realtà, La Palma, insieme a Tenerife, è l’isola dove si può trovare questa rarità ed un esempio estremo della sua rarità è l’Helianthemum cirae, una pianta scoperta nel 1992 e che ha un’unica popolazione globale a La Caldera. Molto più comune è il cedro, un albero in grado di sopportare temperature estreme.
Fauna Caldera de Taburiente
La Palma è un’isola relativamente giovane e questo significa che la sua fauna ha avuto poco tempo per adattarsi ed è molto sottosviluppata. Eppure anche in questo caso La Caldera vanta dei tesori. Sono uccelli, rettili e invertebrati. La lucertola (Gallotia galloti Palmae) è il rettile più comune nel Parco Nazionale, seguita dal gracchio corallino. Gli uccelli sono tantissimi e riempiono i cieli di questo posto.
I mammiferi scarseggiano, ma vi sono ugualmente delle specie molto interessanti come le pecore Barbary (Ammotragus lervia), un ruminante nativo africano, che è stato introdotto nel 1972. I loro effetti negativi sulla flora endemica hanno portato le istituzioni a controllare il il loro numero . Presenti più di 500 invertebrati e la maggior parte sono specie endemiche.
Virtual Tour Caldera de Taburiente
