A Lanzarote c’è sapore di sale

A sud di Lanzarote, in un’area vergine dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, sorgono le più antiche e le più importanti saline dell’isola.
Proprio il sale fu per decenni tra i prodotti da esportazione più importanti di Lanzarote, tanto da rappresentarne una delle principali fonti di entrate. Ai primi del ‘900 la produzione salina era più che abbondante ed il sale canario veniva commercializzato in ogni parte del mondo.
Fino al secolo scorso, inoltre, anche la pesca dipendeva in qualche modo da questa importante industria, dal momento che il sale veniva usato per la conservazione del pesce. Ma con l’avvento e lo sviluppo di nuove e moderne tecniche (come ad esempio il surgelamento degli alimenti) le numerose saline dell’isola ci misero ben poco a chiudere e a dichiarare forfait.
Sebbene per gli abitanti dell’isola il sale abbia mantenuto la sua importanza (ad esempio durante la festa del Corpus Cristi si decorano le strade con bellissimi tappeti fatti con il sale), in linea generale va detto che la sua supremazia non è ormai che un vago ricordo ed un’affascinante attrazione turistica.
Le vasche geometriche delle saline di Janubio (a sud-est dell’isola) sono senza dubbio le più conosciute e suggestive, e sono tra le poche che producono ancora oggi tonnellate di sale ogni anno.