Los Guanches di Tenerife

Los Guanches di Tenerife

Nella storia della bellissima ed affascinante isola di Tenerife è impossibile non tener conto dell’importanza e del ruolo che hanno rivestito i primi abitanti, i Guanches.
I Guanches abitavano l’isola prima che arrivassero gli spagnoli e avevano una cultura, una lingua e una tradizione propria che in qualche modo hanno influenzato l’isola e continuano ad essere presenti anche oggi.

Una volta che la Corona di Castiglia iniziò la conquista di Tenerife e del resto delle isole dell’arcipelago trovarono ad aspettarli questa antica popolazione, molto probabilmente di origine berbera. I Guanches erano dediti all’agricoltura e all’allevamento e abitavano in grotte naturali. Dagli studi effettuati è emerso che questa popolazione non conoscesse l’arte della navigazione, motivo per il quale le isole dell’arcipelago canario si sono sviluppate individualmente. Durante la conquista spagnola i Guanches si opposero con determinazione e valore ma la superiorità militare dei castigliani ebbe la meglio e provocò la loro fine e l’annessione a Castiglia nel 1496.

Ricostruzione Villaggio Guanches Tenerife

I sopravvissuti furono destinati alla schiavitù e trasportati nella penisola iberica i più fortunati che restarono sull’isola assimilarono gli usi, costumi e religione dei conquistatori. Una popolazione che ha vissuto su quest’isola per molto tempo e oggi ne restano meravigliose testimonianze.

I Menceyes di Candelaria

Los Menceyes de Candelaria

Una volta arrivati gli spagnoli trovarono Tenerife divisa in nove regni, o menceyatos, ciascuno dei quali era governata da un mencey. Nel municipio di Candelaria, nei pressi della capitale dell’isola, si trovano nove sculture di dimensioni enormi che rappresentano gli ultimi nove menceyes.

Si trovano nella piazza centrale di Candelaria vicino l’omonima basilica e rappresentano: Acaymo, mencey di Tacoronte; Adjona, mencey di Abona; Anaterve, mencey di Güímar; Bencomo, mencey di Taoro; Beneharo, mencey di Anaga; Pelicar, mencey di Icod; Pelinor, mencey di Adeje; Romen, mencey di Daute; e Tegueste, mencey omonimo del suo menceyato, Tegueste.

Guanche Bencomo

Bencomo

Bencomo, prima che arrivassero gli spagnoli, possedeva un grande regno formato dalle terre che oggi formano la Valle di La Orotava. Fu proprio lui a guidare le forze aborigene contro gli spagnoli, difatti passò alla storia con il soprannome di Re Grande.
Morì nel 1495, a settant’anni, nel corso dell’estenuante battaglia che ebbe luogo a La Laguna di fronte alle truppe del governatore Alonso Fernández de Lugo. Fu uno dei più grandi nomi dei Guanches.

Guanche Bentor

Bentor

Bentor era il figlio di Bencomo e anche lui guidò la resistenza contro gli spagnoli. Fu proprio lui, dopo la morte del padre, a guidare il suo esercito durante l’ultima battaglia.

Dopo la sconfitta piuttosto che arrendersi preferì buttarsi giù per il dirupo di Tigaiga nel municipio di Los Realejos. A ricordarlo una scultura al Belvedere di El Lance che ricorda qeusta tragico avvenimento.

La lingua guanche

Lengua Guanche

Alcune delle parole dei guanches si conservano tutt’oggi nella lingua dei canari. La lingua dei Guanches scomparse poco dopo la conquista dell’isola così come i costumi e il resto della cultura.

Oggi nel linguaggio quotidiano dei canari restano diversi vocaboli dell’epoca come ad esempio a Tenerife il capretto si continua a chiamare baifo, come facevano i guanches ma anche la parola Gofio (alimento a base di cereali tostati) o tabaiba (specie vegetale) derivano dai guanches e sono sopravvissute tutti questi anni.

La presenza della lingua si fa presenta soprattutto nei nomi dei paesi o zone dell’isola come Adeje, Arona o Tacoronte. Anche alcuni nomi propri degli abitanti di Tenerife risalgono ai loro avi come Gara, Yaiza, Jonay o Dácil.

Le mummie guanches

Mummie Guanches

Usanza dei guanches era quella di mummificare i propri defunti con il fine di salvaguardare il corpo dei morti con la tecnica dell’imbalsamazione (simile a quella praticata da tutte le antiche civiltà).

Questa pratica era molto legata alle credenze religiose che volevano proteggere il cadavere ma anche distinguerne l’importanza sociale. Nel Museo della Natura e dell’Uomo, a Santa Cruz de tenerife, vi sono esposte alcune mummie che per secoli sono state oggetto di collezione e curiosità degli europei.

Principessa Dácil

Principessa Dácil

Un altro importante personaggio che appartiene alla storia di Tenerife è quella della principessa Dácil che era figlia di Bencomo, mencey di Taoro e acerrimo nemico dei castigliani, la quale si innamorò di uno dei conquistatori, il capitano Fernán García del Castillo.

Questa storia d’amore significò per la principessa la condanna da parte dello stesso padre e la sua reclusione.

Ad accusare la principessa fu il guanche Durimán El Montañéz che vistosi rifiutare l’accusò. Nonostante tutto Bencomo ordinò di liberare la figlia quando seppe che l’incontro era avvenuto davanti a testimoni e permise il matrimonio con il quale Dacìl si convertì al cristianesimo e prese il nome di Mencías del Castello.

Tesori archeologici

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Numerosi sono i resti archeologici che l’isola di Tenerife conserva riguardo al suo passato e ai suoi avi. Tutti questi resti sono una valorosa eredità storica e culturale che gli abitanti di Tenerife cercano ancora di divulgare per non dimenticare le loro origini. In alcuni musei si possono ammirare diversi oggetti, di tipo domestico, addobbi, utensili ma anche resti antropologici come le famose mummie. I centri più importanti sono il Museo della Natura e dell’Uomo, a Santa Cruz de Tenerife, e il Museo Archeologico di Puerto de la Cruz.

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Explora Canarias

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