Principali avvenimenti storici di Tenerife
Avvenimenti storici di Tenerife
In questa sezione tutti gli avvenimenti storici più importanti e salienti per l’isola di Tenerife. Avvenimenti che l’hanno trasformata e forgiata, che l’hanno resa quello che è adesso.
Eventi significativi per Tenerife come la conquista spagnola, l’emigrazione verso l’America, le forti eruzioni dei suoi vulcani, che ne hanno condizionato la storia e per questo meritevoli di cenno.
Conoscere e comprendere i diversi avvenimenti sarà senz’altro utile per scoprire qualcosa di nuovo sull’isola dell’eterna primavera e comprenderne i diversi aspetti.
La conquista di Tenerife
Non potevamo non cominciare l’elenco degli eventi più importanti con quello riguardante la conquista spagnola. Conquista che ha diversi significati, che trasforma l’isola di Tenerife in un’isola spagnola con tutto quello che ciò comporta, religione, cultura e società. Siamo nel maggio del 1494 e il governatore Alonso Fernández de Lugo, dopo diversi e fallimentari tentativi, inizia la conquista dell’isola.
L’intera spedizione durerà per ben due anni e fu fortemente voluta dai Re Cattolici di Castiglia.
I sovrani volevano che anche l’ultima delle isole canarie fosse conquistata e Fernández de Lugo fu il prescelto per questa missione. Il governatore De Lugo era mosso anche interessi economici visto che aveva partecipato attivamente alla conquista delle isole di Gran Canaria (1483) e di La Palma (1493).
Più di 500 anni fa gli spagnoli sbarcarono sulla costa di Tenerife, dove oggi si trova il municipio di Santa Cruz. Dopo lo sbarco iniziarono subito gli accordi con i menceyes, re guanches, nonostante i quali ci furono numerose e crude lotte da affrontare poiché alcuni aborigeni si rifiutavano di consegnare l’isola ai conquistatori. Dopo la battaglia del dirupo di Acentejo gli spagnoli furono sconfitti e dovettero rifugiarsi a Gran Canaria per poi tornare fortificati e imporsi definitivamente sull’isola di Tenerife.
Due anni più tardi Tenerife apparteneva alla Corona di Castiglia e per molti degli antichi abitanti, i guanches, cominciò la schiavitù nonostante la proibizione del papa Eugenio IV del 1434.
Nel 1511 i guanches resi schiavi e imprigionati furono liberati e una nuova vita iniziava per loro in una Tenerife ormai diversa, spagnola. L’inizio della conquista delle Canarie
La conquista delle Canarie
Parlando della conquista dell’isola di Tenerife un piccolo cenno merita anche la conquista delle canarie che iniziò nel 1402 ad opera di un cavaliere normanno, Jean de Bethencourt, e il suo compagno di avventura, Gadifer de Salle.
I due arrivarono a Lanzarote e anche se solo in due riuscirono a conquistare l’isola dopo esser scesi a patti con i suoi abitanti, i majos. Una volta conquistata Lanzarote, Bethencourt chiese la protezione alla Corona di Castiglia sotto la sovranità della quale lasciò l’isola. Tre anni più tardi, 1405, anche Fuerteventura e El Hierro furono conquistate. Il pavido cavaliere non riuscì nella conquista di Gran Canaria e lasciò incompiuta quella di La Gomera.
L’attacco di Nelson a Tenerife
Dopo la conquista spagnola a minare la pace dei castigliani ci penso Orazio Nelson che il 25 luglio del 1797, dopo precedenti e vani tentativi, sbarca a Santa Cruz di Tenerife con una truppa di 900 uomini. Cominciano duri scontri per le strade della città e solo dopo sanguinose battaglie gli inglesi furono sconfitti.
Questo attacco riveste importanza poiché in seguito ad esso ci fu un accordo che stabilì che gli inglesi non potevano più attaccare con le loro navi e armi nessuna delle Isole Canarie.
Informazioni e descrizioni di questo evento si possono trovare all’interno del Museo Militare delle Canarie, a Santa Cruz di Tenerife, dove si trova anche il cannone tigre. Leggenda vuole che sia stato questo cannone di bronzo a mutilare un braccio di Orazio Nelson.
L’emigrazione in America
La bella isola di Tenerife ha anche anni bui durante i quali ci fu una forte immigrazione verso il continente americano. La speranza di una vita migliore spinse diverse famiglie ad abbandonare Tenerife nella prima metà del 1700 e furono proprio loro che fondarono Montevideo.
Nel 1730 ci fu un’altra massiccia emigrazione e quest’altra ondata arrivata nel continente americano fondò la città di Sant’Antonio, in Texas. Ma la vita degli emigranti non era facile e alcuni di loro, a causa delle difficoltà economiche, vissero vite clandestine e nascoste.
L’emigrazione è andata avanti fino agli anni ’60 del secolo scorso.
Le principali mete furono Cuba e Venezuela e oggi si assiste al fenomeno inverso per il quale molti dei cubani e venezuelani abbandonano le loro nazioni per tornare nell’isola.
Eruzioni vulcaniche
Più che un evento storico è questo un avvenimento geofisico ma la loro portata è stata tale che ha condizionato la storia dell’isola e dei suoi abitanti. Le più importanti eruzioni vulcaniche sono quattro, la prima nel 1704 quando eruttarono, in sequenza, Siete Fuentes, Fasnia e Arafo.
Nel 1706 ci fu la seconda che durò per 40 giorni durante i quali il vulcano Trevejo espulse enormi quantità di lava che seppellirono la città e il porto di Garachico, in quel momento la città più importante di Tenerife. Nel 1798 ci fu una nuova eruzione, del vulcano Chamorra e più di 100 anni dopo toccò al vulcano Chinyero, nel municipio di Santiago del Teide. Di tutte queste eruzioni non c’è notizia di vittime, anche se la conformazione dell’isola ha senza dubbio subito un mutamento.
Pochi ma importanti avvenimenti che aprono uno sguardo sulla Tenerife del passato e ci portano a conoscenza di quel che era prima, di quello che poteva essere e non è stato, di quello che è successo. La conquista spagnola, l’avventura di due cavalieri, le emigrazioni verso nuovi orizzonti, le catastrofiche eruzioni, è da questo che nasce Tenerife come la conosciamo oggi, la Tenerife che affascina ed ammalia, che fa sperare e rilassare, amare e sognare.



